Oltre.

Ask.   Per chi guarda oltre, o almeno ci prova, che guardare quello che guardano tutti non è da lui, non è abbastanza divertente, sorprendente, esaltante. Per chi va sempre oltre, non si ferma mai, non si accontenta mai, affamato, come Jobs, alla continua ricerca del "di più", del "di meglio" (no, i supermercati centrano poco!) del diverso. Per chi sogna e pensa e progetta e architetta oltre gli schemi, oltre le barriere, oltre. Per chi ogni tanto ha bisogno di un posto dove riposarsi mentre è in viaggio per quest'oltre famoso che abbiamo nominato fin troppo, e allora si crea una stazione di servizio su Tumblr! Ecco, per me :)

"Nel mondo ci sono persone a cui piace fare costruzioni coi fiammiferi, capaci di costruire navi di un metro fatte tutte di fiammiferi. Allora che c’è di strano se nel mondo c’è uno che è interessato a capire Te?
– Come una specie di hobby? – disse perplessa.
– Se vuoi puoi chiamarlo così. Persone meno fantasiose lo chiamerebbero affetto. Però se tu vuoi chiamarlo hobby, non c’è niente di male."
H.Murakami (via sonoquellachesono)
— 6 mesi fa con 14 note
Siamo in guerra.

Se in passato ti è capitato di trovare una persona con la quale, senza pensarci troppo, agendo come ti andava al momento, spontaneamente, con il cuore, sei stata felice. Se questa persona non ha approfittato di te ed, anzi, si è rivelata sulla tua stessa lunghezza d’onda. 

Non aspettarti di trovare altri individui così.

Non pensare più di poterti fidare a priori di qualcuno. 

Lui era l’irregolarità. L’eccezione. Un esemplare rarissimo.

Vacci, invece, con l’armatura. Pronta per una guerra, con tanto di cararmati, preparati ad uccidere.

È questo il modo di avere a che fare con la gente, ormai.

È questo il modo in cui si può innaffiare il germoglio di un amore, dicono.

Come può tanta strategia, tanta malafede, tanta sfiducia, alimentare il sentimento più libero ed estremo che possa esistere?! 

Come possono esserci simili regole per un gioco che, folle, dovrebbe essere l’unico a non averne?!

Come posso innamorarmi di qualcuno se a priori dovrò pensare che alla fine mi darà un calcio nel culo?!

Sono una persona forte. 

Parto dal presupposto che tutti siano importanti ma nessuno indispensabile.

Quando conosco qualcuno penso prima a tutti i modi in cui potrà farmi del male e tendo ad andarci cautissima quando approfondisco la conoscenza. 

Ma. 

Almeno in amore.

Solo per una volta.

Mi piacerebbe poter gettar via le armi.

Rilassarmi.

Lasciarmi andare tra le braccia di qualcuno.

Fidarmi.

Essere felice senza la consapevolezza che presto finirà.

Mi chiedo se abbia fatto bene a lasciare chi quella fiducia l’ha ricambiata a priori.

Mi chiedo quanto possa essere sbagliata io.

E quanto possa esserlo il mondo.

Mi interrogo sul futuro.

Sarà il mondo a cambiarmi oppure io a trovare ciò che cerco e a darli una lezione?!

Provare. Cadere. Riprovare. Piangere. Provare ancora. Soffrire. Tentare più e più volte. 

Me ne fotte delle lacrime, degli occhi gonfi, della rabbia che mi cresce dentro. 

Io troverò la mia eccezione. 

Sarò la rivoluzione d’amore nel mondo.

Darò una lezione a questi manichini tutti uguali, pionieri di sentimenti finti e passioni soffocate. 

Di pensieri pessimisti e fiducie mancate.

Sputerò in faccia agli approfittatori, a quelli buoni solo a giudicare, agli stronzi, a quei figli di puttana con il corpo di freddi cadaveri. 

Se, a prescindere, non posso uscire da questa battaglia, che almeno io possa lottare per ciò che desidero!

— 7 mesi fa con 1 nota
#amore  #forte  #fanculo 
Alfonsa.

Guardateli. 

Guardateli tutti. 

Certo, che se ne guardaste solo uno, basterebbe a conoscere anche gli altri.

Sono ovunque, con le facce imbalsamate di chi tira fuori un espressione solo per l’evenienza.

Il dito puntato contro il prossimo.

Chiunque egli sia.

Fissi. 

A giudicare il diverso, il visionario, il ribelle.

Che tu sia un sognatore, un’artista o un innamorato, per loro sarai sempre un delinquente.

Se ne stanno lì, il sopracciglio alzato. 

Lo sguardo aspro di chi, un giorno vero, non l’ha mai vissuto.

Ce l’hanno con i giovani, con le emozioni, con i colori, con le tendenze, con il progresso e con la tecnologia.

Sono attaccati con le unghie a tutto quello che, qualcuno un giorno gli ha detto, può definirsi caritatevole, onesto, ammirevole.

Ed eccoli lì, mentre vanno in chiesa indossando il vestito buono, quello con la spilla della bisnonna.

Eccoli mentre criticano la vitalità della gente con terrificanti teorie su come si dovrebbero crescere dei figli.

Loro, quelli che a nominargli la parola “sesso” gli viene la pelle d’oca. 

Quelli che non sanno argomentare un discorso e che, durante una conversazione continueranno, imperterriti, a ripetere le stesse cose senza ascoltare neanche l’interlocutore.

Quelli che credono di aver capito tutto, e in realtà non hanno capito un cazzo!

Guardateli.

Incrociate i loro sguardi vuoti. 

Percepite tutto il loro disprezzo e, alla fine, ridetegli in faccia.

Una risata FORTE.

Che gli sputi addosso tutti i vostri difetti, le vostre imperfezioni, perversioni, ed ambizioni. 

Una risata viva.

Che li faccia tremare dalla paura di capire quanto sono morti, e lo saranno sempre.

Quanto, dalla bara che è diventato il loro corpo, non possono far altro che disprezzare.

E sopratutto, disprezzarsi, perché delle loro anime non è rimasto altro che una manciata di vermi.

— 8 mesi fa con 1 nota
#umanità  #monoton  #monotonia  #be different 
Forse sbaglio, ma ti amo.

Io non mi metterò con te senza amarti, anche se tu mi ami tanto. Anche se hai amore a sufficienza per tutti e due. Non lo farò perché anch’io amo. E amo qualcuno che s’è impegnato con una persona che molto probabilmente non gli darà neanche la metà dell’amore che gli darei io, che gli do, pur standoli lontana. 

Non mi butterò in un qualcosa con te senza esserne convinta, perché ti voglio bene davvero, e so che meriti molto di più di quanto io potrei mai darti. So che un giorno arriverà qualcuno nella tua vita che sarà davvero felice di averti accanto, fiero di portarti a fianco e che non vorrà cambiare neanche un particolare di quello che sei. 

Eviterò di farti percepire i miei dubbi perché questi potrebbero ferirti, in quanto, quando ami ogni briciola caduta casualmente nelle tue vicinanze si trasforma in pasto succulento. Eviterò persino di averne, di dubbi, perché ci voglio credere in un amore universale e in persone giuste che si trovano in un momento altrettanto esatto, e noi, purtroppo, non lo siamo. 

Quanto sarebbe stato più facile amarti, dato che a me ci tieni come il Piccolo Principe alla sua rosa o Winnie Phoo al barattolo di miele.

Mi rispetti, mi perdoni, mi sopporti.

Diventa quasi impossibile non ricambiare. Ma non so se l’amore sincero venga in ogni caso ricambiato, spesso non genera altro che affetto. Spesso sono tutte una marea di stronzate dette per convincermi non che potrei stare davvero bene con te, che hai quel modo accorto di trattarmi, di preoccuparti per come sto. 

Non ti amerei mai quanto mi ami, ma nella coppia c’è sempre uno che ama di più ed io non sono fatta per esserlo. Solitamente chi ama di più è vulnerabile, e odio esserlo. 

Magari mi odierai per come cerco di amarti. Magari non dovrei proprio provarci. Magari sei semplicemente l’ancora alla quale mi appoggio in questo naufragio di sentimenti che sto vivendo. 

Solo, volevo farti sapere che col tuo amore mi rendi felice, e io amo ciò che mi rende felice, di un amore euforico ed esagerato, straripante, sopra le righe, forse sbagliato, ma lo amo.

— 8 mesi fa con 2 note
#amore  #touche amore  #confusione  #sfoghi notturni  #meglio andare a dormire 
Orientamento religioso: Confusionesimo!

Qui sono i sentimenti ad essere confusi, altro che le idee" ora che si sentiva incasinata più che mai quella frase, letta con attenzione sul retro di un libro, le tornò in mente. Aveva perso sé stessa ed aveva estremo bisogno che qualcuno le restituisse un’identità, che le desse una strada da percorrere, un sentiero che l’avrebbe portata dove davvero desiderava. Oh, era così difficile capire cosa desiderasse, per cosa lottare, che fare di quei brandelli di sé che le sembrava di avere in mano come piccolissimi pezzi di un puzzle indecifrabile. Era stato infranto, quel puzzle, creato in diciassette anni di vita con meticolosa attenzione, in una notte di inizio giugno, a causa di un bacio affamato, di chi aveva aspettato troppo a lungo, mani frementi di chi, già da tanto, resisteva. In quella notte le sembrò di perdere un’importante battaglia, una sfida, di lasciarsi andare così, rivelando le sue umane debolezze, le debolezze di donna, di bambina, che in confronto alla sicurezza di lui la rendevano piccola creatura indifesa nelle sue mani. Lei non era fatta per essere indifesa, e tanto meno per abbandonare il proprio destino nelle mani di qualcuno. Da quel giorno, però, per quanto avesse provato ad essere tosta e menefreghista, a lui era rimasto un pezzo del quadro. E mai quell’anima testarda sarebbe stata completa senza il pezzo ultimo, che poteva riprendersi solo tornando da lui. Che sarebbe stato difficile ricreare, da sola o con qualcuno. E che se anche avesse cercato qualcun altro, avrebbe in realtà cercato un po’ di lui, negli altri… Ora stava così, ad osservare quei brandelli di sé, pensando di reinventarsi, di ricrearsi, che si tenesse pure quel pezzo di puzzle! Che se lo prendesse anche tutto! Se era andata così voleva dire che non era riuscito realmente a superare le sue barriere, a scoprire la vera luce che c’era in lei, i fiori nascosti del suo giardino interiore. Era da lì che poteva ricominciare, più o meno lentamente, a costruire una sé ancora più forte, sempre più felice, capace di seguire il proprio cuore, senza però darlo in mano a persone sbagliate, poco accorte! Era ancora una bambina, che si apprestava a diventare donna, e la donna che voleva essere non si sarebbe  fatta abbattere da nessuno, scalfire al massimo, ma semplicemente per impreziosire con un particolare il capolavoro che già era. Diventava sempre più bello scoprire una nuova sé stessa e aveva tutta l’intenzione di buttarcisi a piombo, di ripartire da zero, a 180 chilometri orari verso una nuova spensierata felicità! 

— 8 mesi fa
#me quotes  #scrivere  #sfogo  #altre cazzate 
"Ma che lo baciai, per dio, sì, lo ricordo.
E il mio cuore gli restò sulle labbra."
— 8 mesi fa

Ci sono occhi dentro i quali puoi perderti, tuffandotici dentro di getto, come cadendo da una scogliera, senza nessuna nave pronta a salvarti. Occhi magnetici pronti a catturati, trascinarti via con loro per i sentieri tortuosi di umide e misteriose foreste.

Ci sono pure, occhi nei quali ritrovarti, sentirti a casa davanti ad un caldo camino, con una cioccolata in mano ed un sorriso sul volto.

Occhi sicuri, occhi guerrieri, occhi ridenti, occhi più seri. Occhi stanchi ed occhi affamati, straziati, fumati o innamorati. Occhi che ti parlano, ti raccontano le loro storie, occhi che tradiscono certe parole… 

Occhi. La finestra dell’anima sul mondo. Ci potrebbero forse essere parole più giuste per parlarne? Ci potrebbero essere davvero parole per parlarne?!

— 11 mesi fa con 1 nota
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